Come fermare le crisi di pianto isterico del bambino con una sola domanda?

Ogni bambino ha crisi di rabbia. Si può fare qualcosa in tali situazioni o si deve semplicemente aspettare fino a quando il bambino cresca? Una mamma dal Brasile ci propone la sua soluzione. Funziona ed è molto semplice.

Non sono né psicologa, né esperta in materia di crisi di rabbia dei bambini, sono una semplice mamma di una bimba di 5 anni. Ma considero di aver trovato la formula che, probabilmente, cambierà il modo di pensare del bambino quanto inizia una crisi da nulla.

Adesso vi racconto la mia storia. Mia figlia è andata all’asilo e si preoccupava che non si sarebbe mai abituata lì. A casa lo stesso andava male. Alissa aveva sempre più spesso crisi. All’asilo mi hanno consigliato di andare dallo psicologo.

Lo psicologo ci ha dato molti consigli utili, mai uno è stato semplicemente fantastico e utile allo stesso tempo. Appunto di questo ne vorrei raccontarvi.

Lo psicologo mi ha spiegato che cosa dobbiamo fare perché i bambini capiscano che noi capiamo quello che sentono. Durante una crisi, per qualsiasi motivo, dobbiamo aiutare il bambino (è valido per i bambini maggiori di 5 anni) a pensare ed a capire cosa gli succeda. Nel momento in cui riconosciamo i loro stati e allo stesso tempo gli permettiamo di partecipare alla risoluzione del problema, possiamo fermare le crisi di rabbia.

Abbiamo la situazione: il bambino sta per iniziare la crisi. Non importa il motivo, si è rotta la mano della bambola, deve andare a letto, non fa in tempo a preparare i compiti o semplicemente non desidera fare quello che gli si richiede. Lo guardiamo negli occhi e gli chiediamo:

“Questo è un problema grande, medio o piccolo?”

Quando mia figlia ha cominciato a pensare cosa le capitava, è successo qualcosa di magico, almeno a casa. Le faccio la domanda, lei risponde e insieme cerchiamo la soluzione. In più, lei mi propone da sola come trovare soluzione. I problemi sono piccoli, di solito, molto semplice da risolvere. Alcuni problemi hanno difficoltà media. Li risolviamo, ma non nello stesso momento. Questo la aiuta a capire che esistono cose che necessitano tempo. Se il problema è serio, abbiamo bisogno di più tempo per risolverlo. Non dobbiate mai trascurarelo, anche se vi potrà sembrare un nonnulla. A volte dovete aiutare il bambino a capire che nella vita capitano cose che non dipendono della nostra volontà.

In una recente situazione questa ricetta ha funzionato a meraviglia. Stavamo andando a fare spese, ma Alissa si preoccupava tanto su come vestirsi, (questo succede specialmente quando fuori fa freddo). Lei voleva mettersi i suoi pantaloni preferiti, ma erano sporchi. Stava per agitarsi e a quel punto le ho chiesto: “Alissa, è un problema grande, medio o piccolo?” Lei mi ha guardata e mi ha detto: “Piccolo”. Noi lo sapevamo già che anche i problemi piccoli si risolvevano facilmente. Le ho chiesto di proporre un’altra variante. Ha pensato e ha detto: “Devo sceglierne un altro paio”. Le ho risposto: “Hai più paia da scegliere”. Ha sorriso ed è andata a mettersene gli altri. Mi sono congratulata con lei per aver risolto il problema. È importante incoraggiare il bambino, questo fatto aiuterà a mettere punto in queste situazioni spiacevoli.

Non credo che esistano soluzioni magiche per quanto riguarda l’educazione del bambino. L’obiettivo principale è quello di passare insieme tutte le tappe di sviluppo. Sì, a volte sbagliamo, ma dobbiamo avere coraggio di riconoscere e di cercare altre varianti.

Io ne ho trovata una adatta per noi, spero che la troviate anche voi!