Non forzare o non permettere che tua figlia baci tutti. Dopo aver letto questa campagna sociale, smetterai di farlo

Quante volte abbiamo sentito frasi come ” Dai un bacio alla zia “, ” Abbraccia il nonno” … pronunciata da un genitore all’indirizzo del figlio o della figlia?

E quante volte abbiamo visto quel bacio o quell’abbraccio vissuto dal bambino come un’ imposizione?

Recentemente una campagna promossa da A Mighty Girl, ha fatto molto discutere e parlare di sé proprio per aver messo sotto osservazione questo tipo di atteggiamento.

Il messaggio, molto chiaro, è questo.

“Ho 5 anni.

Il mio corpo è il mio corpo.

Non costringermi a baciare o abbracciare.

Sto imparando a dire di no e il tuo sostegno mi aiuterà a mettermi al sicuro per tutta la vita.”

Irene van der Zande è co-fondatrice e direttrice esecutiva di Kidpower Teenpower Fullpower International (Total Power of Children and Adolescents) , un’associazione che si occupa di sicurezza dei bambini, del loro sviluppo consapevole e dell’importanza di una buona educazione.

Sulla campagna in oggetto Irene ha commentato:

“Quando si costringe un bambino ad un gesto non sentito e non desiderato, gli stiamo insegnando che le proprie emozioni ed i propri gesti, in realtà non gli appartengono, ma sono controllate dagli altri.

Un messaggio che contiene non solo una sorta di violenza, ma soprattutto, assai pericoloso per la crescita stabile ed equilibrata del bambino.

In questo modo lo si priva non solo delle sue emozioni, ma anche della sua spontaneità.

Nel trattare un tema centrale come lo sviluppo affettivo dei bambini, viene ripetutamente sottolineato come la caratteristica principale che guida i comportamenti dei piccoli, sia la spontaneità, veicolo trasparente e molto chiaro del tipo di sensazione o emozione che prova un bambino.

Seconda le teorie della psicoanalista Margaret Mahler, ogni bambino sviluppa a partire dal quarto quinto mese di vita, una nascita psicologica. Realizza cioè che è staccato dalla madre e comincia a riconoscere chi gli sta intorno e le emozioni che prova nei confronti delle persone.

Ursula Wagner, psicologa specializzata nella salute mentale dell’infanzia, rincara la dose e commenta:

“Questo è il modo migliore per spingere i nostri bambini tra le grinfie di pedofili, minando la loro consapevolezza nei confronti delle loro scelte e della loro auto-determinazione “.

Mai quindi, forzare un bambino in gesti o atteggiamenti che non sentono.

Il che non significa crescerli maleducati, tutt’altro!

Basta insegnare loro le norme di buona educazione, come salutare e stringere la mano. Atteggiamenti formali che non obbligano ad un contatto ed alla manifestazione di affetto.

Vinka Jakson, autrice del libro ” Il mio corpo è un dono” spiega chiaramente come forzare un bambino ad un contatto o ad una relazione fisica non sentita, poco spontanea, può implicare la sua impossibilità a scegliere. E tutto ciò non solo è diseducativo, ma spinge nella direzione opposta rispetto alla consapevolezza delle proprie scelte.

” Quando viene infranta la spontaneità in un bambino – continua l’autrice – si genera automaticamente una forma di violenza.
Ed ogni genitore dovrebbe essere sempre molto attento a preservare gli stati d’animo e le scelte dei propri figli”.

Argomenti importanti sui quali è opportuno riflettere. Cosa ne pensate? Mai vissuto situazioni simili?

Scriveteci e condividete !